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Dedalo e Icaro

drammaturgia Tindaro Granata
regia Giacomo Ferraù e Francesco Frongia
con Enzo Curcurù, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, Giulia Viana
scenografia Stefano Zullo
movimenti scenici Riccardo Olivier
luci Giuliano Almerighi
assistente alla regia Pietro Mauri
produzione Teatro dell'Elfo ed Eco di fondo

con il sostegno del MiBAC; di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa "Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura"; di NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – ed. 2020

Il mito greco è noto a tutti: Icaro, da quando ha memoria, vive nel labirinto di Cnosso, costruito dal padre Dedalo, in cui si aggira un'oscura creatura metà uomo-metà animale, il Minotauro.
Il padre, per amore del figlio, raccoglie negli anni delle piume per comporre lunghe ali per poter uscire dal labirinto e le assembla con la cera.
Un giorno, Dedalo e Icaro, spiccano il volo fuori dal labirinto.
Il padre redarguisce il figlio di non avvicinarsi troppo al sole, ma Icaro non lo ascolta: la cera che tiene le ali unite al corpo si scioglie e il ragazzo precipita nel mare.

Nella nostra rilettura, Dedalo costruisce ad Icaro delle ali fatte esclusivamente dal suo estremo amore.
Icaro, infatti, è rinchiuso in un labirinto: un mondo fatto di vicoli chiusi, strade verso l'esterno che s'interrompono, dalle quali spesso sembra di vedere improvvisamente l'uscita, ma è solo un'illusione.
Il labirinto, Dedalo lo sa, è cieco, si chiama autismo e non ci sono cure.
Si può, solo, amare incondizionatamente!

Icaro vive in un quotidiano labirinto le cui pareti sono le innumerevoli difficoltà che la sua condizione di "diverso" gli causa nel mondo dei "normali".
Esiste un modo per uscire dal labirinto?
Cosa è disposto a fare il padre per insegnare al figlio a volare in uno spazio che non ha limiti, non ha confini, nel quale ci si può perdere?
Dedalo non può lasciare Icaro volare da solo nel cielo, perché si sa, il ragazzo andrà con le sue ali diritto verso il sole.
E se quella caduta è inevitabile che senso ha per un genitore fornire a un figlio quelle ali di cera?
Dalla nostra riflessione ha vita questo "particolare" Dedalo e Icaro che è fatto dallo studio di testimonianze dirette, a volte struggenti e altre pervase da una feroce ironia. Ogni storia è unica ma tutte hanno un comune denominatore: il terrore dei genitori che i figli non riescano a vivere dopo di loro.

ECO DI FONDO


Eco di fondo nasce a Milano nel 2009 da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, giovani attori diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007. Produce spettacoli di prosa per adulti e di teatro ragazzi; negli ultimi anni, ha sviluppato una poetica volta a rielaborare celebri miti e fiabe come metafore di temi d’attualità.

Riesce a catalizzare l’interesse di pubblico e critica in un rapido crescendo: Premio A.N.P.I. Cultura 2008 Ovest Ticino con Le rotaie della memoria; Primo premio nazionale e internazionale di regia Fantasio Piccoli 2010 a Ferraù con una sua versione di Sogno di una notte di mezza estate.

La prima produzione di teatro ragazzi è Nato ieri - finalista Premio Scenario Infanzia 2012 - debutto Festival Segnali 2013; la seconda, O.Z., Storia di un’emigrazione, sostenuta dal progetto NEXT - laboratorio delle idee 2014; patrocinio di Amnesty International Italia e EveryOne Group; debutto Segnali 2015.

Nel 2014 nasce Orfeo ed Euridice, scritto e diretto da César Brie, con G. Ferraù e G. Viana (Selezione Inbox 2014, finalista Premio Cassino Off 2016). La compagnia vince il “Premio Pradella” (Accademia dei Filodrammatici) per “La sensibilità di confrontarsi con il contemporaneo e di svolgere una continuativa ricerca su temi etico sociali”.

Eco di fondo è nuovamente sostenuta da NEXT 2015 e 2016/17 per La Sirenetta (che è anche Selezione Inbox 2018); nel 2017/18 per la produzione di teatro ragazzi Pollicino -che debutta a Segnali 2018, partecipa al festival Segni 2018, Mantova.

Nel luglio 2017 Giacomo Ferraù con la compagnia cura la regia dell’opera Altri Canti D’Amor per la 43° ed. del Festival Internazionale della Valle D’Itria, Progetto Monteverdi - 450° anniversario della nascita.
Nel luglio 2018 debutta Il trionfo dell’onore di Scarlatti alla 44° ed. del Festival Internazionale della Valle D’Itria, ripreso nel novembre 2019 a Tokyo per il Festival del Belcanto.

A gennaio 2019 debutta all’Elfo Puccini la coproduzione con Teatro dell’Elfo Dedalo e Icaro (vincitore del bando SIAE Sillumina, selezionato da NEXT – laboratorio delle idee 2020).

A fine 2019, l’anteprima de La notte di Antigone (produzione sostenuta da NEXT – laboratorio delle idee 2019/20, Selezione Inbox 2019) a Campo Teatrale, Milano; prima nazionale al festival Primavera dei Teatri 2020, Castrovillari (CS) con ottimi riscontri di pubblico e critica.

Fra il 2018 e 2021, Eco di fondo è sostenuta dal MiC come Impresa di produzione Under 35. E’ sostenuta dal Comune di Milano per i progetti “PER UN TEATRO NECESSARIO – Scambi di idee ed esperienze” (2018); “ECOMPLEANNO! – 10 anni di teatro etico” (2019) e “NUOVA ALBA” (2021).
Si è classificata 7° su 210 partecipanti alla V ed. del Concorso Art Bonus (2020).

Nel 2021, debutta all’ Elfo Puccini di Milano Sono solo nella stanza accanto, regia di Giacomo Ferraù, coproduzione Eco di fondo - Compagnia Caterpillar e si tiene l’anteprima di Narciso, la nuova produzione di teatro ragazzi. Giulia Viana è insignita del premio Mariangela Melato ed è candidata al premio Ivo Chiesa/Futuro della scena.







Giacomo Ferraù è regista, attore, drammaturgo; codirettore artistico della compagnia Eco di fondo, che nasce nel 2009 dal sodalizio artistico con Giulia Viana.
Laurea in D.A.M.S. con lode, diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano (2007). Nel 2011 accede al Cantiere di Formazione Professionale ERT diretto da C. Brie: lo spettacolo Karamazov per 3 anni in tournée in Argentina (Circuito Nacional de Teatro).

Diretto come interprete in diverse produzioni da Fornasari, Barbarino, Cavallo, Fattore, Autelli. In scena con G.Viana in Orfeo ed Euridice, scritto e diretto da C.Brie (2014, coproduzione Eco di fondo/Teatro Presente).

Con Eco di fondo, nel 2010 vince il Primo Premio nazionale ed internazionale di regia Fantasio Piccoli con Sogni. Dirige - e scrive con Giulia Viana - la maggior parte degli spettacoli, fra cui Le Rotaie della memoria, Nato Ieri, O.Z., Storia di una emigrazione, Pollicino, Narciso; scrive, dirige e interpreta La Sirenetta e La notte di Antigone (2019).
Dirige insieme a F.Frongia e interpreta la coproduzione Eco di fondo/Teatro dell'Elfo Dedalo e Icaro (2019), di T.Granata, vincitore del bando SIAE–SILLUMINA.
Nel 2021, per AMAT/Comune di Urbino, dirige la lettura scenica di Ghita, storia della Fornarina, di S.Faloppa e G.Viana; dirige Sono solo nella stanza accanto di T. Rossi (coproduzione Eco di fondo/Compagnia Caterpillar).
Nel 2017 cura la regia di Altri Canti D'Amor per la 43° edizione del Festival Internazionale della Valle D'Itria e la regia dell’opera per ragazzi Carmensita, produzione AsLiCo. Nel 2018, torna al Festival della Valle d’Itria con Il trionfo dell’onore, ripreso nel 2019 a Tokyo (Japan Opera Foundation/Belcanto Opera Festival), classificato dal quotidiano web Operaclick fra i 30 migliori spettacoli del 2018, su 580 recensiti.
Collabora con Trento Spettacoli-Evoè!teatro (regia di Giudizi Universali-Il bacio dello stura, 2018). Assistente alla regia di A.Cirillo per Vieux Carré, Autoritratto dell’artista da giovane di T. Williams; di S.Sinigaglia per La peste.


Giulia Viana, vincitrice del Premio Mariangela Melato 2021 e candidata al Premio Ivo Chiesa - futuro della scena 2021, si diploma al corso di Nouveau Cirque alla Scuola di Teatro A.Galante Garrone di Bologna (2005) e all'Accademia dei Filodrammatici di Milano (2007), dove vince la borsa di studio "G.Chiodi".
Nel 2009 fonda insieme con G. Ferraù la compagnia Eco di fondo, di cui è direttrice artistica con Ferraù, drammaturga e attrice. Collabora con la Compagnia di Gianni e Cosetta Colla dal 2010. In teatro lavora anche con i registi Bruno Fornasari, Francesca Cavallo, Claudio Autelli, Roberto Trifirò, Karina Arutyunyan, César Brie- per cui è la protagonista di Orfeo ed Euridice (spettacolo coprodotto da Teatro Presente / Eco di fondo, finalista del Premio IN-BOX 2014 e del Premio Cassino Off 2016 – Festival del Teatro Civile). Con Pinocchio di Zaches Teatro, nel ruolo del protagonista (2014), vince il premio come migliore attrice all’International Theatrical Festival di Łomża (PL).
Nel 2019, è interprete della nuova produzione Eco di fondo La notte di Antigone, ispirata alla figura di Ilaria Cucchi (di cui è anche drammaturga) e della coproduzione di Eco di fondo con Teatro dell’Elfo Dedalo e Icaro. E’ nel cast dello spettacolo Afghanistan –Enduring freedom, produzione Teatro dell’Elfo – ERT (debutto Napoli Teatro Festival 2018); nella ripresa di Angels in America (Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia -Teatro dell’Elfo 2019); in Moby Dick alla prova (Teatro dell'Elfo - Teatro Stabile di Torino), debutto gennaio 2022.
Enzo Curcurù (1978) diploma all’Accademia Silvio D’Amico, lavora con tanti grandi del teatro italiano (F.Branciaroli, C.Longhi, C.Pani, O.Piccolo, E.Dante, M.Guerritore, Ricci e Forte). Fra il 2016 e ‘19 è Oberon/Teseo nello storico Sogno di una notte di mezza estate del Teatro Elfo Puccini - regia E.De Capitani; tra i protagonisti di Afghanistan, il grande gioco ed Enduring Freedom e Moby Dick alla prova (regia De Capitani/Bruni). Nel 2019/20 è Kent al fianco di Glauco Mauri nel Re Lear diretto da A.Baracco.
Libero Stelluti (1985)attore, illustratore, grafico, socio Eco di fondo. Si forma alla Scuola Internazionale Teatro Arsenale di Milano e perfeziona con diversi maestri (es. E.Dante, S.Civilleri, M.Lo Sicco). Lavora con registi e compagnie italiani e stranieri, quali R.Martinelli, La Fura dels baus, Intimo Teatro Internazionale, la compagnia di teatrodanza Opificio Trame, il regista nigeriano Alfie Nze, la compagnia Casanova&Scuderi, Sud Costa Occidentale, Aia Taumastica. Attore e performer nel musical 5 allegri ragazzi morti. Aiuto regia di A.Triola nelle opere Don Giovanni e Madama Butterfly. Per il cinema è attore e aiuto regia; per la TV anche autore.
La storia del mito ci racconta di un padre che costruisce un paio d’ali
per liberare sé e suo figlio da un labirinto che li tiene imprigionati.
Nel nostro Dedalo e Icaro ci sono un padre e un figlio, come nel
mito, ma per questo padre (che da noi si chiama Vincenzo)
il labirinto nel quale si perde quotidianamente è suo figlio
(che da noi si chiama Giacomo).
Nella nostra storia Dedalo/Vincenzo siamo noi,
il nostro ottuso desiderio di risolvere ogni cosa,
la nostra necessità di far quadrare i conti,
la nostra rinuncia a credere all’impossibile,
il nostro ozio alla vita che corre,
il nostro orgoglio ferito dalla natura,
il nostro fegato marcio e le nostre bestemmie per ciò che non torna.
Ma è anche il nostro coraggio felice,
è la nostra forza di continuare a sorridere,
è un’attitudine alla vita che abbiamo tutti.
Il nostro Icaro/Giacomo è la diversità che ci imbarazza,
è la parola che scompagna le nostre carte.
È la storia irrisolta che ci innervosisce,
è la finestra che sbatte col vento,
è quel sorriso di fronte ad uno sbaglio,
è quel grazie detto sottovoce,
è una lampadina fulminata,
è un tuono e un lampo, scompagnati, fanno paura.
È rassegnazione.
È una gioia vista al rovescio,
è labirinto e noi lì dentro, una specie di ciechi.
È la nostra incapacità ad accettare un Mistero, è Mistero!
Ma mi viene voglia di gridare:
“ma grazie al cielo! Icaro/Giacomo, grazie al cielo!”

drammaturgia Tindaro Granata
regia Giacomo Ferraù e Francesco Frongia
con Enzo Curcurù, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, Giulia Viana
scenografia Stefano Zullo
movimenti scenici Riccardo Olivier
luci Giuliano Almerighi
assistente alla regia Pietro Mauri
produzione Teatro dell'Elfo ed Eco di fondo

con il sostegno del MiBAC; di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa "Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura"; di NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – ed. 2020

Il mito greco è noto a tutti: Icaro, da quando ha memoria, vive nel labirinto di Cnosso, costruito dal padre Dedalo, in cui si aggira un'oscura creatura metà uomo-metà animale, il Minotauro.
Il padre, per amore del figlio, raccoglie negli anni delle piume per comporre lunghe ali per poter uscire dal labirinto e le assembla con la cera.
Un giorno, Dedalo e Icaro, spiccano il volo fuori dal labirinto.
Il padre redarguisce il figlio di non avvicinarsi troppo al sole, ma Icaro non lo ascolta: la cera che tiene le ali unite al corpo si scioglie e il ragazzo precipita nel mare.

Nella nostra rilettura, Dedalo costruisce ad Icaro delle ali fatte esclusivamente dal suo estremo amore.
Icaro, infatti, è rinchiuso in un labirinto: un mondo fatto di vicoli chiusi, strade verso l'esterno che s'interrompono, dalle quali spesso sembra di vedere improvvisamente l'uscita, ma è solo un'illusione.
Il labirinto, Dedalo lo sa, è cieco, si chiama autismo e non ci sono cure.
Si può, solo, amare incondizionatamente!

Icaro vive in un quotidiano labirinto le cui pareti sono le innumerevoli difficoltà che la sua condizione di "diverso" gli causa nel mondo dei "normali".
Esiste un modo per uscire dal labirinto?
Cosa è disposto a fare il padre per insegnare al figlio a volare in uno spazio che non ha limiti, non ha confini, nel quale ci si può perdere?
Dedalo non può lasciare Icaro volare da solo nel cielo, perché si sa, il ragazzo andrà con le sue ali diritto verso il sole.
E se quella caduta è inevitabile che senso ha per un genitore fornire a un figlio quelle ali di cera?
Dalla nostra riflessione ha vita questo "particolare" Dedalo e Icaro che è fatto dallo studio di testimonianze dirette, a volte struggenti e altre pervase da una feroce ironia. Ogni storia è unica ma tutte hanno un comune denominatore: il terrore dei genitori che i figli non riescano a vivere dopo di loro.

ECO DI FONDO


Eco di fondo nasce a Milano nel 2009 da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, giovani attori diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007. Produce spettacoli di prosa per adulti e di teatro ragazzi; negli ultimi anni, ha sviluppato una poetica volta a rielaborare celebri miti e fiabe come metafore di temi d’attualità.

Riesce a catalizzare l’interesse di pubblico e critica in un rapido crescendo: Premio A.N.P.I. Cultura 2008 Ovest Ticino con Le rotaie della memoria; Primo premio nazionale e internazionale di regia Fantasio Piccoli 2010 a Ferraù con una sua versione di Sogno di una notte di mezza estate.

La prima produzione di teatro ragazzi è Nato ieri - finalista Premio Scenario Infanzia 2012 - debutto Festival Segnali 2013; la seconda, O.Z., Storia di un’emigrazione, sostenuta dal progetto NEXT - laboratorio delle idee 2014; patrocinio di Amnesty International Italia e EveryOne Group; debutto Segnali 2015.

Nel 2014 nasce Orfeo ed Euridice, scritto e diretto da César Brie, con G. Ferraù e G. Viana (Selezione Inbox 2014, finalista Premio Cassino Off 2016). La compagnia vince il “Premio Pradella” (Accademia dei Filodrammatici) per “La sensibilità di confrontarsi con il contemporaneo e di svolgere una continuativa ricerca su temi etico sociali”.

Eco di fondo è nuovamente sostenuta da NEXT 2015 e 2016/17 per La Sirenetta (che è anche Selezione Inbox 2018); nel 2017/18 per la produzione di teatro ragazzi Pollicino -che debutta a Segnali 2018, partecipa al festival Segni 2018, Mantova.

Nel luglio 2017 Giacomo Ferraù con la compagnia cura la regia dell’opera Altri Canti D’Amor per la 43° ed. del Festival Internazionale della Valle D’Itria, Progetto Monteverdi - 450° anniversario della nascita.
Nel luglio 2018 debutta Il trionfo dell’onore di Scarlatti alla 44° ed. del Festival Internazionale della Valle D’Itria, ripreso nel novembre 2019 a Tokyo per il Festival del Belcanto.

A gennaio 2019 debutta all’Elfo Puccini la coproduzione con Teatro dell’Elfo Dedalo e Icaro (vincitore del bando SIAE Sillumina, selezionato da NEXT – laboratorio delle idee 2020).

A fine 2019, l’anteprima de La notte di Antigone (produzione sostenuta da NEXT – laboratorio delle idee 2019/20, Selezione Inbox 2019) a Campo Teatrale, Milano; prima nazionale al festival Primavera dei Teatri 2020, Castrovillari (CS) con ottimi riscontri di pubblico e critica.

Fra il 2018 e 2021, Eco di fondo è sostenuta dal MiC come Impresa di produzione Under 35. E’ sostenuta dal Comune di Milano per i progetti “PER UN TEATRO NECESSARIO – Scambi di idee ed esperienze” (2018); “ECOMPLEANNO! – 10 anni di teatro etico” (2019) e “NUOVA ALBA” (2021).
Si è classificata 7° su 210 partecipanti alla V ed. del Concorso Art Bonus (2020).

Nel 2021, debutta all’ Elfo Puccini di Milano Sono solo nella stanza accanto, regia di Giacomo Ferraù, coproduzione Eco di fondo - Compagnia Caterpillar e si tiene l’anteprima di Narciso, la nuova produzione di teatro ragazzi. Giulia Viana è insignita del premio Mariangela Melato ed è candidata al premio Ivo Chiesa/Futuro della scena.







Giacomo Ferraù è regista, attore, drammaturgo; codirettore artistico della compagnia Eco di fondo, che nasce nel 2009 dal sodalizio artistico con Giulia Viana.
Laurea in D.A.M.S. con lode, diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano (2007). Nel 2011 accede al Cantiere di Formazione Professionale ERT diretto da C. Brie: lo spettacolo Karamazov per 3 anni in tournée in Argentina (Circuito Nacional de Teatro).

Diretto come interprete in diverse produzioni da Fornasari, Barbarino, Cavallo, Fattore, Autelli. In scena con G.Viana in Orfeo ed Euridice, scritto e diretto da C.Brie (2014, coproduzione Eco di fondo/Teatro Presente).

Con Eco di fondo, nel 2010 vince il Primo Premio nazionale ed internazionale di regia Fantasio Piccoli con Sogni. Dirige - e scrive con Giulia Viana - la maggior parte degli spettacoli, fra cui Le Rotaie della memoria, Nato Ieri, O.Z., Storia di una emigrazione, Pollicino, Narciso; scrive, dirige e interpreta La Sirenetta e La notte di Antigone (2019).
Dirige insieme a F.Frongia e interpreta la coproduzione Eco di fondo/Teatro dell'Elfo Dedalo e Icaro (2019), di T.Granata, vincitore del bando SIAE–SILLUMINA.
Nel 2021, per AMAT/Comune di Urbino, dirige la lettura scenica di Ghita, storia della Fornarina, di S.Faloppa e G.Viana; dirige Sono solo nella stanza accanto di T. Rossi (coproduzione Eco di fondo/Compagnia Caterpillar).
Nel 2017 cura la regia di Altri Canti D'Amor per la 43° edizione del Festival Internazionale della Valle D'Itria e la regia dell’opera per ragazzi Carmensita, produzione AsLiCo. Nel 2018, torna al Festival della Valle d’Itria con Il trionfo dell’onore, ripreso nel 2019 a Tokyo (Japan Opera Foundation/Belcanto Opera Festival), classificato dal quotidiano web Operaclick fra i 30 migliori spettacoli del 2018, su 580 recensiti.
Collabora con Trento Spettacoli-Evoè!teatro (regia di Giudizi Universali-Il bacio dello stura, 2018). Assistente alla regia di A.Cirillo per Vieux Carré, Autoritratto dell’artista da giovane di T. Williams; di S.Sinigaglia per La peste.


Giulia Viana, vincitrice del Premio Mariangela Melato 2021 e candidata al Premio Ivo Chiesa - futuro della scena 2021, si diploma al corso di Nouveau Cirque alla Scuola di Teatro A.Galante Garrone di Bologna (2005) e all'Accademia dei Filodrammatici di Milano (2007), dove vince la borsa di studio "G.Chiodi".
Nel 2009 fonda insieme con G. Ferraù la compagnia Eco di fondo, di cui è direttrice artistica con Ferraù, drammaturga e attrice. Collabora con la Compagnia di Gianni e Cosetta Colla dal 2010. In teatro lavora anche con i registi Bruno Fornasari, Francesca Cavallo, Claudio Autelli, Roberto Trifirò, Karina Arutyunyan, César Brie- per cui è la protagonista di Orfeo ed Euridice (spettacolo coprodotto da Teatro Presente / Eco di fondo, finalista del Premio IN-BOX 2014 e del Premio Cassino Off 2016 – Festival del Teatro Civile). Con Pinocchio di Zaches Teatro, nel ruolo del protagonista (2014), vince il premio come migliore attrice all’International Theatrical Festival di Łomża (PL).
Nel 2019, è interprete della nuova produzione Eco di fondo La notte di Antigone, ispirata alla figura di Ilaria Cucchi (di cui è anche drammaturga) e della coproduzione di Eco di fondo con Teatro dell’Elfo Dedalo e Icaro. E’ nel cast dello spettacolo Afghanistan –Enduring freedom, produzione Teatro dell’Elfo – ERT (debutto Napoli Teatro Festival 2018); nella ripresa di Angels in America (Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia -Teatro dell’Elfo 2019); in Moby Dick alla prova (Teatro dell'Elfo - Teatro Stabile di Torino), debutto gennaio 2022.
Enzo Curcurù (1978) diploma all’Accademia Silvio D’Amico, lavora con tanti grandi del teatro italiano (F.Branciaroli, C.Longhi, C.Pani, O.Piccolo, E.Dante, M.Guerritore, Ricci e Forte). Fra il 2016 e ‘19 è Oberon/Teseo nello storico Sogno di una notte di mezza estate del Teatro Elfo Puccini - regia E.De Capitani; tra i protagonisti di Afghanistan, il grande gioco ed Enduring Freedom e Moby Dick alla prova (regia De Capitani/Bruni). Nel 2019/20 è Kent al fianco di Glauco Mauri nel Re Lear diretto da A.Baracco.
Libero Stelluti (1985)attore, illustratore, grafico, socio Eco di fondo. Si forma alla Scuola Internazionale Teatro Arsenale di Milano e perfeziona con diversi maestri (es. E.Dante, S.Civilleri, M.Lo Sicco). Lavora con registi e compagnie italiani e stranieri, quali R.Martinelli, La Fura dels baus, Intimo Teatro Internazionale, la compagnia di teatrodanza Opificio Trame, il regista nigeriano Alfie Nze, la compagnia Casanova&Scuderi, Sud Costa Occidentale, Aia Taumastica. Attore e performer nel musical 5 allegri ragazzi morti. Aiuto regia di A.Triola nelle opere Don Giovanni e Madama Butterfly. Per il cinema è attore e aiuto regia; per la TV anche autore.
La storia del mito ci racconta di un padre che costruisce un paio d’ali
per liberare sé e suo figlio da un labirinto che li tiene imprigionati.
Nel nostro Dedalo e Icaro ci sono un padre e un figlio, come nel
mito, ma per questo padre (che da noi si chiama Vincenzo)
il labirinto nel quale si perde quotidianamente è suo figlio
(che da noi si chiama Giacomo).
Nella nostra storia Dedalo/Vincenzo siamo noi,
il nostro ottuso desiderio di risolvere ogni cosa,
la nostra necessità di far quadrare i conti,
la nostra rinuncia a credere all’impossibile,
il nostro ozio alla vita che corre,
il nostro orgoglio ferito dalla natura,
il nostro fegato marcio e le nostre bestemmie per ciò che non torna.
Ma è anche il nostro coraggio felice,
è la nostra forza di continuare a sorridere,
è un’attitudine alla vita che abbiamo tutti.
Il nostro Icaro/Giacomo è la diversità che ci imbarazza,
è la parola che scompagna le nostre carte.
È la storia irrisolta che ci innervosisce,
è la finestra che sbatte col vento,
è quel sorriso di fronte ad uno sbaglio,
è quel grazie detto sottovoce,
è una lampadina fulminata,
è un tuono e un lampo, scompagnati, fanno paura.
È rassegnazione.
È una gioia vista al rovescio,
è labirinto e noi lì dentro, una specie di ciechi.
È la nostra incapacità ad accettare un Mistero, è Mistero!
Ma mi viene voglia di gridare:
“ma grazie al cielo! Icaro/Giacomo, grazie al cielo!”
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