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Icaro
Icaro
D’aRteventi come sempre tutto l’anno e’ presente presso il carcere di Messina e presso il laboratorio esterno di Camaro con l’attività di laboratorio teatrale e da mesi e’ a lavoro per la preparazione di Tindari che vedrà tutti i partecipanti sempre più che mai emozionati con i detenuti – attori, le studentesse dell’Università di Messina e le signore di Patti che caratterizzeranno e renderanno il nostro lavoro ancor più intriso di radici e di identità siciliana.
Lo spettacolo della stagione 2024, dal titolo “Icaro”, di e con Mario Incudine, raffinato interprete della nostra sicilianità a livello nazionale, ha al centro un testo liberamente tratto dall’opera “Icaro” di Stefano Pirandello.
Una delle più sublimi vocazioni è quella rivolta al cielo, la vocazione al volo. Icaro rappresenta la voglia di conquistare il sole, la bramosia di toccare le vette più alte. Metaforicamente, queste vette si connettono con quelle della creatività, della ricerca del proprio posto nel mondo. Mario Incudine ripropone questo mito nella visione di Stefano Pirandello, ma anche nella propria visione, perché come Icaro anch’egli ogni giorno costruisce per sé nuove ali, intrecciate di canto e di poesia, col desiderio di avvicinarsi quanto più possibile al sole. Lo fa cercando dentro di sé il mistero dell’ispirazione, e quindi vola, guardando la terra dall’alto con il cuore, con l’immaginazione, con la sua vocazione e le suggestioni della sua musica mediterranea. I versi di Stefano Pirandello, che già nei primi del Novecento l’autore avrebbe desiderato accompagnare con la musica, sono avvolti, come in una danza disciolta nell’universo, dalle musiche. Uno spettacolo di teatro-canzone che stravolge i canoni tradizionali, nel quale la musica diventa drammaturgia e prende il posto della parola, dando vita ad una dimensione intima ed epica.
Il poliedrico Mario Incudine che è anche interprete ed autore delle musiche, insieme con il suo ensemble di musicisti Antonio Vasta, Manfredi Tumminello e Pino Ricosta e con la “Libera Compagnia del Teatro per Sognare” dei detenuti – attori di media sicurezza maschile, la compagnia di “Liberi di Essere Liberi” delle studentesse dell’Università degli Studi di Messina, le ballerine del Balletto di Mariangela Bonanno e le “Signore di Patti” ossia un affiatato gruppo di donne residenti nella località di Patti che nella tradizione delle precedenti edizioni prenderanno parte allo spettacolo costituendo un trait d’union tra il territorio ed il progetto. Un tableau vivant che si muoverà nella suggestiva cornice dello splendido scenario del Teatro greco di Tindari che vedrà rinnovarsi un momento importante e significativo di teatro come strumento dall’alto valore sociale e rieducativo.

Anche quest’anno siamo pronti ad emozionarci sempre di più.
D’aRteventi come sempre tutto l’anno e’ presente presso il carcere di Messina e presso il laboratorio esterno di Camaro con l’attività di laboratorio teatrale e da mesi e’ a lavoro per la preparazione di Tindari che vedrà tutti i partecipanti sempre più che mai emozionati con i detenuti – attori, le studentesse dell’Università di Messina e le signore di Patti che caratterizzeranno e renderanno il nostro lavoro ancor più intriso di radici e di identità siciliana.
Lo spettacolo della stagione 2024, dal titolo “Icaro”, di e con Mario Incudine, raffinato interprete della nostra sicilianità a livello nazionale, ha al centro un testo liberamente tratto dall’opera “Icaro” di Stefano Pirandello.
Una delle più sublimi vocazioni è quella rivolta al cielo, la vocazione al volo. Icaro rappresenta la voglia di conquistare il sole, la bramosia di toccare le vette più alte. Metaforicamente, queste vette si connettono con quelle della creatività, della ricerca del proprio posto nel mondo. Mario Incudine ripropone questo mito nella visione di Stefano Pirandello, ma anche nella propria visione, perché come Icaro anch’egli ogni giorno costruisce per sé nuove ali, intrecciate di canto e di poesia, col desiderio di avvicinarsi quanto più possibile al sole. Lo fa cercando dentro di sé il mistero dell’ispirazione, e quindi vola, guardando la terra dall’alto con il cuore, con l’immaginazione, con la sua vocazione e le suggestioni della sua musica mediterranea. I versi di Stefano Pirandello, che già nei primi del Novecento l’autore avrebbe desiderato accompagnare con la musica, sono avvolti, come in una danza disciolta nell’universo, dalle musiche. Uno spettacolo di teatro-canzone che stravolge i canoni tradizionali, nel quale la musica diventa drammaturgia e prende il posto della parola, dando vita ad una dimensione intima ed epica.
Il poliedrico Mario Incudine che è anche interprete ed autore delle musiche, insieme con il suo ensemble di musicisti Antonio Vasta, Manfredi Tumminello e Pino Ricosta e con la “Libera Compagnia del Teatro per Sognare” dei detenuti – attori di media sicurezza maschile, la compagnia di “Liberi di Essere Liberi” delle studentesse dell’Università degli Studi di Messina, le ballerine del Balletto di Mariangela Bonanno e le “Signore di Patti” ossia un affiatato gruppo di donne residenti nella località di Patti che nella tradizione delle precedenti edizioni prenderanno parte allo spettacolo costituendo un trait d’union tra il territorio ed il progetto. Un tableau vivant che si muoverà nella suggestiva cornice dello splendido scenario del Teatro greco di Tindari che vedrà rinnovarsi un momento importante e significativo di teatro come strumento dall’alto valore sociale e rieducativo.

Anche quest’anno siamo pronti ad emozionarci sempre di più.
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